martedì 18 maggio 2010

Che strada devo prendere?

A volte nella vita incontri persone che non ascoltano ma che dispensano consigli proprio come lo Stregatto

Quale strada prendere? Bisogna riconoscere a questi Stregatti che, nella loro astrazione, riescono ad indicarti almeno i riferimenti chiari a cui rivolgerti.

L'ascolto è fondamentale per chi ha il compito di guidare altri, persone che sanno dispensare solo consigli e che hanno la risposta sempre pronta a qualsiasi domanda: non servono.
Per fortuna che nella vita di Me c'è un solo Bianconiglio, ma molto in gamba.



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Stregatto: « Tutto dipende da dove vuoi andare.»
Alice: « Beh, importa poco, l'importante è che io riesca.»
Stregatto: « Allora è poco importante che strada prenda!»

sabato 8 maggio 2010

2 anni

1) Cosa significa per te essere amico?
Fanciullo 1: Per me essere amico significa volersi bene e aiutarsi l'un l'altro.
Fanciullo 2: Rispettarlo, non prenderlo in giro aiutandolo su qualcosa che non sa, non litigare mai.
Fanciullo 3: Aiutare un mio compagno...

2) Come fai a manifestare l'amicizia ad una persona?
Fanciullo1: Essere sinceri, dire i segreti propri e non tradirlo mai.
Fanciullo2: Aiutarsi nel bisogno, darsi dei consigli a vicenda, passare le giornate insieme
Fanciullo3: Rispettare il proprio amico, scherzarci insieme, condividere i momenti belli e brutti di tutti e due.  Quando sei in difficoltà ti da dei consigli per risolvere i problemi

Il momento è arrivato. Ci siamo quasi.

Dopo due anni i miei 3 fanciulli sono pronti per ricevere un grande Dono la settimana prossima.
Oggi era un giorno di attesa per loro (e per Me), in cui li si avviava al grande tuffo.

In quell'ora di preparazione hanno risposto ad alcune domande sull'amicizia, in quanto il dono che riceveranno include il riconoscimento di un'Amicizia che aprirà loro il Cuore.

Ma chi ha imparato di più oggi è stato Me, ha imparato da loro, perché prima di saper insegnare bisogna saper imparare ad essere SEMPLICI.



venerdì 7 maggio 2010

Regalare un sorriso "a ritmo"

Incolonnato su via della Serenissima (ironia della sorte), Me sbuffava e per attutire l'ansia del traffico ha alzato un pò il volume dell'autoradio.

Ad un certo punto nota sulla sinistra una giovane signora, seduta sul sedile posteriore della moto del marito: aveva il viso assonnato e triste.
Così ho spostato leggermente la Me-Car per farli passare e la giovane signora, sentendo la musica, ha iniziato ad agitare le braccia al cielo, ballando dietro al marito e il viso le si era illuminato, si gira verso Me, quasi grata.

E' proprio vero che si può dar la musica agli altri, quando la musica ce l'abbiamo dentro, e ciò ci rende felici (con poco).


mercoledì 5 maggio 2010

Lento o Rock

A volte serve solo rallentare il ritmo e adattarsi a qualcosa di simile,
invece che di un frenetico rock...

martedì 4 maggio 2010

Perché non sa voler bene

Riprendendo lentamente a scrivere in questo angolo di mondo, Me si accorge che spesso l'origine di tanti suoi mal-umori stanno nell'incapacità di uscire da sé stesso e dare una possibilità alla realtà... invece di allontanare la Felicità, ogni volta che questa gli si avvicina e gli urta il gomito.

Felicità che non è riposta in qualcosa di finito, ma in qualcosa di più Grande.
E' proprio vero che quando nella giornata si hanno questi "spruzzi" di luce, non si finisce mai di Ringraziare.

«Giovane e antica, bambina e già donna, autentica, solare, vestita di bianco...»

[Me ha scoperto di cosa parlerà sabato prossimo ai suoi fanciulli: li preparerà all'incontro con una di queste splendide Ragazze che incontreranno personalmente la settimana successiva dopo due anni di "attesa", al momento di ricevere il regalo più grande che abbiano mai potuto desiderare]

«E tu, ne saresti capace?»

venerdì 30 aprile 2010

Cercando il senso

Sarà vero?
« Perciò, dopo aver iniziato un cammino teso alla luce capisci che il sacrificio che esso richiede nel rallentare e poi, non so, sospendere un certo rapporto, fa entrare nel tuo desiderio di possesso, nella tua fame e sete di una certa soddisfazione, non un'accusa al tuo sbaglio (che sentissi da te stesso o dagli altri), ma qualcosa che ti fa capire che il tuo modo di vivere quel rapporto, quei rapporti, non è giusto, non è vero. E se gridi: "È vero questo che sento, più di tutto il resto", se gridi così sei consapevole di non seguire tutta la verità, tutta l'evidenza che si profila nella cosa.

Ed è in un momento del genere che uno sente lo strappo.
Se non si sente lo strappo, non c'è passo che si tenga.

Ma uno strappo non è fatto perché si cede alla soddisfazione, o si sfida la negatività, l'affermazione negativa: uno strappo è l'emergere di un'affezione che rimane ancora come una favilla nel disastro della situazione in cui verso io, e diventa fuoco che lentamente scioglie, scioglie l'unto della vicenda, l'unto della nostra situazione; lo scioglie, finché uno giunge a bere un'acqua pura, giunge a bere l'acqua pura.

La realtà gli entra negli occhi: la realtà, comunque sia, piccola o grande, personale o esposta agli occhi nel mondo. E uno giunge a bere un'acqua pura. Perché, diceva un poeta italiano: "Tutto, Signor, fuorché l'eterno, al mondo è vano" (A. Fogazzaro, A sera, in Le poesie, Mondadori, Milano 1935, pp. 194-197, vv. 21-23): quell'eterno che, dunque (ma questa è una riflessione intelligente e matura che chi è come Fogazzaro farà ai suoi figli), è la verità.  Perché solo per la verità è fatto l'uomo. La felicità è aperta dalla verità.»

lunedì 26 aprile 2010

Per la prima volta so cos'è la nostalgia, la commozione...

sabato 3 aprile 2010

Ora di pulizie

C'è un pò di polvere in questo blog, bisogna fare un pò di pulizie.
Me aveva smesso di scrivere per diversi motivi, ogni tanto si ha la necessità di tenere tutto dentro e rielaborare, cercando di trovare un verso a pensieri, a volte scomposti, che si aggirano per la mente e per il cuore.

Adesso sta trascorrendo qualche giorno di riposo a casa sua, nella calda Sicilia, e conserva, come un album di foto in bianco e nero, tutti gli sguardi delle persone che ha incrociato negli ultimi mesi.
Verrebbe una bella composizione con quelle foto perché in molti di quegli sguardi "si nasconde l'infinito", in quegli sguardi si cela il desiderio (profondo) di felicità.

In quegli sguardi c'è un tesoro.